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Malattie non attualmente curabili

Malattia di Alzheimer
Quali cambiamenti nel malato e come assisterlo

La malattia di Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è una demenza degenerativa invalidante ad esordio prevalentemente senile (oltre i 60 anni, ma può manifestarsi anche in epoca presenile - prima dei 60 anni) e prognosi infausta. Prende il nome dal suo scopritore, Alois Alzheimer.
La malattia (o morbo) di Alzheimer è oggi definita come quel «processo degenerativo che distrugge progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l'individuo che ne è affetto incapace di una vita normale». In Italia ne soffrono circa 800 mila persone, nel mondo 26,6 milioni secondo uno studio della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, Usa, con una netta prevalenza di donne.
Definita anche "demenza di Alzheimer", viene appunto catalogata tra le demenze essendo un deterioramento cognitivo cronico progressivo. Tra tutte le demenze quella di Alzheimer è la più comune rappresentando, a seconda della casistica, l' 80-85% di tutti i casi di demenza.
La malattia si manifesta inizialmente come demenza caratterizzata da amnesia progressiva e altri deficit cognitivi. Il deficit di memoria è prima circoscritto a sporadici episodi nella vita quotidiana, ovvero disturbi di quella che viene chiamata memoria a breve termine (ricordarsi cosa si è mangiato a pranzo, cosa si è fatto durante il giorno) e della memoria prospettica (che riguarda l'organizzazione del futuro prossimo, come ricordarsi di andare a un appuntamento); poi mano a mano il deficit aumenta e la perdita della memoria arriva a colpire anche la memoria episodica retrograda (riguardante fatti della propria vita o eventi pubblici del passato) e la memoria semantica (le conoscenze acquisite), mentre la memoria procedurale (che riguarda l'esecuzione automatica di azioni) viene relativamente risparmiata. Ai deficit cognitivi si aggiungono infine complicanze internistiche che portano a una compromissione insanabile della salute. Una persona colpita dal morbo può vivere anche una decina di anni dopo la diagnosi conclamata di malattia. Tuttavia una diagnosi certa si ha solo con l'esame autoptico.
Col progredire della malattia le persone non solo presentano deficit di memoria, ma risultano deficitarie nelle funzioni strumentali mediate dalla corteccia associativa e possono pertanto presentare afasia, aprassia, fino a presentare disturbi neurologici e poi internistici. Pertanto i pazienti necessitano di continua assistenza personale.


Quali cambiamenti nel malato e come assisterlo

L'assistenza ad un malato di Alzheimer è senz'altro delicata perché implica una serie di accorgimenti, adattamenti e soluzioni assolutamente specifiche per questa malattia.
Questa parte e' tratta dal "Manuale per prendersi cura del malato di Alzheimer".

Memoria, comunicazione e disorientamento
Memoria
Comunicazione
Disorientamento
Vita quotidiana
Igiene personale
Abbigliamento
Alimentazione
Rapporti personali
Attività fisiche e ricreative
Sicurezza
Il malato che vive solo
Rapporti con i bambini e i ragazzi
Cambiamenti d'umore e di comportamento
Comportamento aggressivo
Agitazione e nervosismo
Scatti d'ira
Ansia e paura
Apatia
Cambiamenti di umore e labilità emotiva
Il malato ci segue ovunque
Comportamenti strani e imbarazzanti
Incapacità di riconoscere persone e cose
Depressione
Frustrazione
Allucinazioni e deliri
Perdere le cose e accusare ingiustamente gli altri
Reazioni violente
Domande ripetitive
Comportamento sessuale improprio
Insonnia e girovagare notturno
Vagabondaggio
Problemi legati a disturbi fisici
Stipsi
Problemi dentali
Problemi della vista
Convulsioni
Problemi dell'udito
Incontinenza
Scatti muscolari
Perdita di coordinazione e di manualità
Piaghe da decubito
Sollevare e muovere il malato


Austrian Airlines
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